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Evian o non Evian?…questo è il dilemma!


E ancora una volta il social marketing fatto bene paga…e tanto!
Ovunque è tutto un vociare sugli 8 euro della bottiglia della Evian firmata Ferragni, scomodando pure etica e morale.

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ un bene di lusso e quindi il problema non è di chi lo vende, che è libero di proporre il prodotto al prezzo che preferisce.
Semmai lo sarà di chi sceglie di comprare una bottiglia d’acqua in versione limited edition sperando che un giorno possa valere quanto un quadro di Picasso.
E sul sistema di come si crei il plusvalore e di come spesso si sfiori l’assurdità, ci sarebbe un’intera letteratura da scrivere.
Ma, per questo la soluzione è semplice: non spendete 8 euro per una bottiglia di acqua:
nessuno vi obbliga!Quello che invece genera attenzione e “ammirazione” è la capacità manageriale di questa moderna “re mida “capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca.
Ben vengano gli introiti derivanti dalla vendita delle bottiglie, ma che valore dare alle milioni di condivisioni gratuite derivanti dalla polemica montata?
Quanto ritorno d’immagine, per chi della sua immagine ha fatto un business, può dare lo sdegno suscitato da un banale cartellino del prezzo?
Questo stesso articolo, in questo preciso momento sta contribuendo a rimpinguare le casse “social” della signora Fedez.E non serve a nulla non aver messo in bella mostra la fotografia della nota influencer con la sua bottiglietta in mano.
Per il solo motivo di esistere questo post sta contribuendo all’economia di casa Ferragni – Fedez.
E non posiamo lamentarci…perché volenti o nolenti, se ti occupi di social e di marketing, questo è.Semplice, veloce, indolore.
Una campagna perfetta senza tante pretese.
Non la più bella, per niente innovativa, anzi scontata.
Andando sul sicuro è arriva dritta dritta al risultato, utilizzando un meccanismo classico quanto un capo di Chanel.

Anche questo è talento… chapeau!

Saldi Estivi 2018


Le date dei saldi estivi,  regione per regione:

– Abruzzo: dal 7 luglio al 29 agosto

– Basilicata:  dal 7 luglio al 2 settembre

-Calabria:  dal 7 luglio all’1 settembre

-Campania:  dal 7 luglio al 30 agosto

-Emilia-Romagna:  dal 7 luglio al 30 agosto

-Friuli-Venezia-Giulia:  dal 7 luglio al 30 settembre

– Lazio:  dal 7 luglio per sei settimane

– Liguria:  dal 7 luglio al 14 agosto

– Lombardia:  dal 7 luglio al 30 agosto

– Marche:  dal 7 luglio all’1 settembre

– Molise:  dal 7 luglio al 30 agosto

– Piemonte: dal 7 luglio per 8 settimane

– Puglia: dal 7 luglio al 15 settembre

– Sardegna: dal 7 luglio al 30 agosto

– Sicilia: dal 1° luglio al 15 settembre

– Toscana:  dal 7 luglio all’1 settembre

– Umbria:  dal 7 luglio al 30 agosto

– Valle D’Aosta:  dal 7 luglio all’1 settembre

– Veneto:  dal 7 luglio al 31 agosto

– Provincia autonoma di Trento:  dal 7 luglio al 12 agosto

– Provincia autonoma di Bolzano: data determinata liberamente dai commercianti in generale

 

 

Saldi Invernali


Le date dei saldi invernali,  regione per regione:

Abruzzo:dal 5 gennaio 2018 al 5 marzo 2018
Basilicata: dal 2 gennaio 2018 all’1 marzo 2018
Calabria: dal 5 gennaio 2018 al 28 febbraio 2018
Campania: dal 5 gennaio 2018 al 2 aprile 2018
Emilia Romagna: dal 5 gennaio 2018 al 5 marzo 2018
Friuli Venezia Giulia: dal 5 gennaio 2018 al 31 marzo 2018
Lazio: dal 5 gennaio 2018 al 28 febbraio 2018
Liguria: dal 5 gennaio 2018 al 18 febbraio 2018
Lombardia: dal 5 gennaio 2018 al 5 marzo 2018
Marche: dal 5 gennaio 2017 all’1 marzo 2018
Molise: dal 5 gennaio 2018 al 5 marzo 2018
Piemonte: dal 5 gennaio 2018 al 28 febbraio 2018
Puglia: dal 5 gennaio 2018 al 28 febbraio 2018
Sardegna: dal 5 gennaio 2018 al 5 marzo 2018
Sicilia: dal 6 gennaio 2018 al 15 marzo 2018
Toscana: dal 5 gennaio 2018 al 5 marzo 2018
Umbria: dal 5 gennaio 2018 al 5 marzo 2018
Valle D’Aosta: dal 3 gennaio 2018 al 31 marzo 2018
Veneto: dal 5 gennaio 2018 al 31 marzo 2018

 

 

Come funziona l’attenzione dei consumatori su internet


Questo articolo è comparso su Think With Google. È un guest post di Helen Lin, President of Digital Investment Publicis Media tradotto e adattato da Federico Oggioni.
( Ripreso per intero da www.ninjamarketing.it )

Asseragliarsi dietro la convinzione che la realtà in cui viviamo sia cinica, non serve a nulla e soprattutto non produce miglioramenti. I tempi cambiano, la realtà è qusta, impariamo a conoscerla per essere in grado di trarne vantaggio e, se possibile, migliorarla.
Ecco come Helen Lin, sfata 3 dei miti più comuni.

Mito #1: le persone hanno la capacità di attenzione di un pesce rosso

Non è vero che la capacità di attenzione dei consumer è in calo, anzi, non è mai stata così alta la capacità di concentrazione delle persone. Un recente studio sui comportamenti dei consumatori, infatti, rivela che l’81% dei video cattura l’attenzione degli spettatori.
Quello che è cambiato non è l’attenzione, ma la scelta dei contenuti e la poca propensione a perdere il proprio tempo. Una volta, con canali unidirezionali come la televisione, lo spettatore era passivo di fronte allo schermo e abituato a sorbirsi pubblicità e contenuti poco interessanti, mentre ora se un contenuto non è di suo gradimento passa ad un altro con una facilità e velocità disarmante. Se invece il contenuto è interessante, i consumer sono più propensi a investire tempo e denaro, pensiamo semplicemente al successo di Netflix e alla pratica dilagante del binge watching.

In conclusione, l’attenzione non manca da parte dei consumatori, ma l’asticella si è alzata. Se si vuole veramente attirare i propri clienti e spettatori, allora bisogna conquistarli con contenuti di qualità.

 

Mito #2: le persone prestano lo stesso tipo di attenzione indipendentemente dal tipo di supporto che utilizzano

Niente di più falso: la fruizione dei contenuti varia a seconda del tipo di schermo o supporto che le persone utilizzano per guardarli.
Ad esempio, quando siamo davanti alla tv, quanto facilmente siamo predisposti a deconcentrarci e controllare quello che viene definito il second screen o più semplicemente alzarci, mangiare , stirare, ecc? E quanto siamo concentrati invece quando guardiamo un video su smartphone o tablet?
Le ultime ricerche ci mostrano che le persone quando sono in modalità lean-forward, cioè più motivate alla visione e meno propense al multitasking, sono circa 1.5 volte più portate ad essere attente ai contenuti. La stessa ricerca mette in luce come i video online siano 1.8 volte seguiti con più attenzione rispetto ai programmi TV.
In conclusione, i momenti lean-forward sono quelli a cui devono tendere i marketer perché l’attenzione dei consumatori sarà quasi completamente focalizzata sul contenuto.

 

Mito #3:le persone prestano attenzione ai contenuti, ma non alle pubblicità

Ci sono alcune pubblicità che sono davvero memorabili e che ci incollano allo schermo più di alcuni programmi. Questo perché quando c’è qualcosa che ci appassiona, non possiamo far altro che guardarlo anche consci del fatto che sia fatto solo “venderci qualcosa”. Secondo Ipsos, l’attenzione degli spettatori verso Ads rilevanti è addirittura 3 volte superiore alla media. Come creare pubblicità memorabili? Innanzitutto non focalizzandosi sulla vendita, ma sull’esperienza che i consumatori possono vivere grazie al brand che si vuole promuovere. In secondo luogo, bisogna conoscere profondamente le abitudini del proprio target.
Perché i consumatori utilizzano diverse piattaforme social? Per lo stesso motivo per cui ognuno di noi lo fa: soddisfare i differenti bisogni emozionali, informativi, sociali nel luogo più adatto a farlo.
Spesso i marketer si dimenticano dell’aspetto emozionale e trattano la pubblicità sui Social senza pensare ai bisogni del proprio target. Con un po’ di attenzione in più a questo aspetto i primi risultati saranno assicurati. Ma quello che dobbiamo e possiamo fare è un ulteriore passo in avanti: gli attuali strumenti di web marketing ci permettono di creare contenuti personalizzati per i nostri differenti target sulle diverse piattaforme in cui vogliamo intercettarli, sfruttiamoli!

Fare Marketing nella nuova Attention Economy

Sfatare questi tre miti, è anche sfatare un quarto mito: “troppe possibilità e sempre meno tempo a disposizione”.
Suscitando emozioni si può ancora fare breccia nei cuori – e nei portafogli – dei consumatori!

Detto questo, dimentica i falsi miti e ricorda:

  1. Le persone prestano attenzione solo ai contenuti di qualità
  2. Attira l’attenzione dei tuoi consumatori con video online
  3. Coccola i tuoi contatti, rendi il tuo brand importante per loro con contenuti personalizzati e customizzati per ogni tipo di piattaforma.

Company Profile


Una Carta d’Identità Aziendale ( Company Profile )

Company Profile: non solo  dati anagrafici, ma soprattutto i punti di forza, gli obiettivi e i valori della vostra azienda.
E’ il modo di comunicare professionalità agli Stakeholders, ovvero a tutti i potenziali clienti, fornitori e finanziatori.
In un mercato trabordante d’offerta, presentarsi nel modo giusto è il primo passo per farsi conoscere e soprattutto per farsi trovare.
Raccontate la vostra azienda in modo chiaro e trasparente. Utilizzate una narrazione che segua un filo logico coinvolgente, che allo stesso tempo informi e sappia emozionare il lettore.

“Less is More”

Non esagerate, perchè emozionare non significa indulgere in una scrittura “romanzata”. La forma deve seguire di pari passo il contenuto e le parole, come lo stile di scrittura, devono essere coerenti con l’immagine che volete trasmettere. Scegliete con cura termini e argomenti, in modo da non annoiare il lettore, ma allo stesso tempo, fornendogli tutte le informazioni necessarie. Vale sempre il buon vecchio adagio “less is more” a patto che il poco sia mirato, efficace e  ben scritto.

Story Telling: Visione e Case History

Raccontate  chi siete, la visione che vi ha guidato ( Vision ) e sottolineate  sempre gli obietti che vi siete posti ( Mission ). Date largo spazio ai plus del vostro prodotto/servizio, senza esagerare, con obiettività. I risultati ottenuti meritano sempre di essere menzionati e, quando possibile, rappresentati con immagini e grafici esplicativi( Case History ).
Ovviamente, dopo tante informazioni, non dimenticate d’inserire i vostri contatti: ricordiamo che dai fondamentali, come in tutte le cose, dipende sempre il risultato. Descriversi accuratamente è importante, ma evidenziare in modo chiaro come e dove entrare in contatto con la vostra azienda è il primo fra gli obiettivi del vostro racconto. Indirizzo, mail e numero di telefono: le mappe no n sono necessarie a meno che non vi siano ragioni specifiche per includerle.