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Evian o non Evian?…questo è il dilemma!


E ancora una volta il social marketing fatto bene paga…e tanto!
Ovunque è tutto un vociare sugli 8 euro della bottiglia della Evian firmata Ferragni, scomodando pure etica e morale.

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ un bene di lusso e quindi il problema non è di chi lo vende, che è libero di proporre il prodotto al prezzo che preferisce.
Semmai lo sarà di chi sceglie di comprare una bottiglia d’acqua in versione limited edition sperando che un giorno possa valere quanto un quadro di Picasso.
E sul sistema di come si crei il plusvalore e di come spesso si sfiori l’assurdità, ci sarebbe un’intera letteratura da scrivere.
Ma, per questo la soluzione è semplice: non spendete 8 euro per una bottiglia di acqua:
nessuno vi obbliga!Quello che invece genera attenzione e “ammirazione” è la capacità manageriale di questa moderna “re mida “capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca.
Ben vengano gli introiti derivanti dalla vendita delle bottiglie, ma che valore dare alle milioni di condivisioni gratuite derivanti dalla polemica montata?
Quanto ritorno d’immagine, per chi della sua immagine ha fatto un business, può dare lo sdegno suscitato da un banale cartellino del prezzo?
Questo stesso articolo, in questo preciso momento sta contribuendo a rimpinguare le casse “social” della signora Fedez.E non serve a nulla non aver messo in bella mostra la fotografia della nota influencer con la sua bottiglietta in mano.
Per il solo motivo di esistere questo post sta contribuendo all’economia di casa Ferragni – Fedez.
E non posiamo lamentarci…perché volenti o nolenti, se ti occupi di social e di marketing, questo è.Semplice, veloce, indolore.
Una campagna perfetta senza tante pretese.
Non la più bella, per niente innovativa, anzi scontata.
Andando sul sicuro è arriva dritta dritta al risultato, utilizzando un meccanismo classico quanto un capo di Chanel.

Anche questo è talento… chapeau!

Creatività itinerante


Camion Vela: oltre il manifesto

Si fa presto a dire camion vela: sono i dettagli a fare la differenza. Mezzi sempre puliti e in ordine…ma non basta. La comunicazione viene portata ad un altro livello, lavorando sinergicamente con la grafica e il mood del messaggio, insieme per massimizzare l’impatto visivo ed emotivo.

camion vela 4x3

Non è cosa da poco: richiede attenzione, impegno, creatività. Il momento giusto, lo scatto giusto, la giusta prospettiva. E’ così che l’immagine  restituisce una dignità diversa ad un mezzo troppo spesso snobbato o poco considerato.

Come se la vela fosse solo un manifesto itinerante. Ma la nostra “Cenerentola“, vestita a festa e ben guidata, diventa strumento potentissimo per la sua capacità di raggiungere prima di essere raggiunta. Tutto il resto lo fanno la creatività, l’affissione impeccabile e il gran lavoro di preparazione ed organizzazione che  nulla lascia al caso.

Abbinare il mezzo adatto alla grafica in modo che partecipi attivamente  senza limitarsi ad essere  puro supporto.
Rispettare le proporzioni, la varietà cromatica, lo studio delle forme e la valenza dei pieni sui vuoti. Un colpo d’occhio deve bastare per rimanere indelebile nella memoria dell’osservatore che spesso distratto e frettoloso, deve sentirsi “chiamato” ad un secondo e, perchè no, a un terzo sguardo.

Porter Vela: la soluzione per il centro città


Per chi considera il camion vela troppo ingombrante ed è convinto di non riuscire a raggiungere il target stabilito, ecco il Porter Vela 3×2.
Con i suoi 6 mq. bifacciali, questo simpatico membro della grande flotta di Publinews, offre la visibilità di un grande manifesto conservando la versatilità del piccolo mezzo.
Impossibile non notarlo lungo le strade o nei pressi dei centri commerciali.
Allo stesso modo sfila discreto ma efficace vicino a mercati e piazze, là dove i “fratelli” più grandi non possono arrivare.
Di fronte al solito dilemma fra la scelta di affissioni o camion vela, Publinews sostiene con forza entrambe le possibilità, considerandole necessarie per la buona riuscita di una campagna promozionale.
E’ impossibile tuttavia negare, il pregio maggiore del camion vela, ossia la capacità di giocare d’anticipo nei confronti del target prescelto, cercandolo e raggiungendolo, senza dover aspettare che quest’ultimo gli debba passare davanti per farsi notare.
Ed è proprio in città, dove gli spazi affissionali  scarseggiano sempre, che il nostro piccolo porter riesce a sfruttare questo vantaggio come nessun altro mezzo, abbinando la capacità di movimento del classico camion vela, con l’agilità di un manifesto capace di posizionarsi dappertutto.

 

“Se sei Bravo ti tirano le pietre…” ovvero Tempo Tiranno


” E’ un lavoretto facile e veloce… che ci vuole?”
TEMPO.
Ecco quello che ci vuole!
Il professionista non ha ormai altro in cui investire.
Nessuno vede le notti insonni passate a migliorarsi, tentando di acquisire nuove competenze per offrire quei PLUS che permettono di accontentare una richiesta sempre più esigente e avida di essere sul mercato prima di tutti gli altri.
Ore e ore a studiare strategie, a concretizzare idee, a “smanettare” su ogni programma, tool o app che ci consenta di poter dire ” bello, unico e in tempi record “.
E diventiamo bravissimi e velocissimi.
E proprio quando lo siamo diventati, s’innesca quel meccanismo perverso per cui, nella mente del cliente, scatta l’equivalenza VELOCE = MEDIOCRE e s’insinua il tarlo del dubbio che chi ti sta fornendo il servizio nei tempi “disumani” richiesti, in realtà abbia trovato un escamotage per fregarti.
Perché in realtà il cliente stesso sa benissimo che, per fare un buon lavoro, c’è sempre una soglia sotto la quale la qualità rischia di perdersi.
Ma ormai è tardi e si è già nel Loop:
investiamo tempo per ottenere tempo che ci si ritorcerà contro, perché sempre ” TROPPO o TROPPO POCO”.
E’ la sfida quotidiana che destabilizza la richiesta, eternamente combattuta fra le certezze che un buon prodotto non si realizza in una notte e l’incredulità di quello che il professionista riesce “INCREDIBILMENTE” a fare.
Insomma, viene chiesto un miracolo al quale poi non si è disposti a credere.
E questa sfida assorbe quel tempo che già sentiamo non bastarci mai.
Come uscire dal tunnel?

Come funziona l’attenzione dei consumatori su internet


Questo articolo è comparso su Think With Google. È un guest post di Helen Lin, President of Digital Investment Publicis Media tradotto e adattato da Federico Oggioni.
( Ripreso per intero da www.ninjamarketing.it )

Asseragliarsi dietro la convinzione che la realtà in cui viviamo sia cinica, non serve a nulla e soprattutto non produce miglioramenti. I tempi cambiano, la realtà è qusta, impariamo a conoscerla per essere in grado di trarne vantaggio e, se possibile, migliorarla.
Ecco come Helen Lin, sfata 3 dei miti più comuni.

Mito #1: le persone hanno la capacità di attenzione di un pesce rosso

Non è vero che la capacità di attenzione dei consumer è in calo, anzi, non è mai stata così alta la capacità di concentrazione delle persone. Un recente studio sui comportamenti dei consumatori, infatti, rivela che l’81% dei video cattura l’attenzione degli spettatori.
Quello che è cambiato non è l’attenzione, ma la scelta dei contenuti e la poca propensione a perdere il proprio tempo. Una volta, con canali unidirezionali come la televisione, lo spettatore era passivo di fronte allo schermo e abituato a sorbirsi pubblicità e contenuti poco interessanti, mentre ora se un contenuto non è di suo gradimento passa ad un altro con una facilità e velocità disarmante. Se invece il contenuto è interessante, i consumer sono più propensi a investire tempo e denaro, pensiamo semplicemente al successo di Netflix e alla pratica dilagante del binge watching.

In conclusione, l’attenzione non manca da parte dei consumatori, ma l’asticella si è alzata. Se si vuole veramente attirare i propri clienti e spettatori, allora bisogna conquistarli con contenuti di qualità.

 

Mito #2: le persone prestano lo stesso tipo di attenzione indipendentemente dal tipo di supporto che utilizzano

Niente di più falso: la fruizione dei contenuti varia a seconda del tipo di schermo o supporto che le persone utilizzano per guardarli.
Ad esempio, quando siamo davanti alla tv, quanto facilmente siamo predisposti a deconcentrarci e controllare quello che viene definito il second screen o più semplicemente alzarci, mangiare , stirare, ecc? E quanto siamo concentrati invece quando guardiamo un video su smartphone o tablet?
Le ultime ricerche ci mostrano che le persone quando sono in modalità lean-forward, cioè più motivate alla visione e meno propense al multitasking, sono circa 1.5 volte più portate ad essere attente ai contenuti. La stessa ricerca mette in luce come i video online siano 1.8 volte seguiti con più attenzione rispetto ai programmi TV.
In conclusione, i momenti lean-forward sono quelli a cui devono tendere i marketer perché l’attenzione dei consumatori sarà quasi completamente focalizzata sul contenuto.

 

Mito #3:le persone prestano attenzione ai contenuti, ma non alle pubblicità

Ci sono alcune pubblicità che sono davvero memorabili e che ci incollano allo schermo più di alcuni programmi. Questo perché quando c’è qualcosa che ci appassiona, non possiamo far altro che guardarlo anche consci del fatto che sia fatto solo “venderci qualcosa”. Secondo Ipsos, l’attenzione degli spettatori verso Ads rilevanti è addirittura 3 volte superiore alla media. Come creare pubblicità memorabili? Innanzitutto non focalizzandosi sulla vendita, ma sull’esperienza che i consumatori possono vivere grazie al brand che si vuole promuovere. In secondo luogo, bisogna conoscere profondamente le abitudini del proprio target.
Perché i consumatori utilizzano diverse piattaforme social? Per lo stesso motivo per cui ognuno di noi lo fa: soddisfare i differenti bisogni emozionali, informativi, sociali nel luogo più adatto a farlo.
Spesso i marketer si dimenticano dell’aspetto emozionale e trattano la pubblicità sui Social senza pensare ai bisogni del proprio target. Con un po’ di attenzione in più a questo aspetto i primi risultati saranno assicurati. Ma quello che dobbiamo e possiamo fare è un ulteriore passo in avanti: gli attuali strumenti di web marketing ci permettono di creare contenuti personalizzati per i nostri differenti target sulle diverse piattaforme in cui vogliamo intercettarli, sfruttiamoli!

Fare Marketing nella nuova Attention Economy

Sfatare questi tre miti, è anche sfatare un quarto mito: “troppe possibilità e sempre meno tempo a disposizione”.
Suscitando emozioni si può ancora fare breccia nei cuori – e nei portafogli – dei consumatori!

Detto questo, dimentica i falsi miti e ricorda:

  1. Le persone prestano attenzione solo ai contenuti di qualità
  2. Attira l’attenzione dei tuoi consumatori con video online
  3. Coccola i tuoi contatti, rendi il tuo brand importante per loro con contenuti personalizzati e customizzati per ogni tipo di piattaforma.